Un giorno, chiacchierando di viaggi e destinazioni, una mia amica se ne esce dicendo: “Giulia, odio i Reel! Non li sopporto! Non mi aiutano mai nella pianificazione di un viaggio! Ogni volta che cerco qualche informazione per una meta che vorrei visitare, guardo i Reel e poi resto sistematicamente delusa“.

È da quasi un anno che rimugino su quali contenuti siano più adatti per un viaggiatore, per chi desidera approfondire, per chi decide di alzare il sedere dal divano per andare fuori a esplorare e conoscere il mondo.

E questo sbotto della mia amica mi ha spinto a mettere nero su bianco i miei pensieri: se i Reel possono trarre in inganno nelle nostre scelte di viaggio, allora a cosa servono veramente? 

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Ciao, sono Giulia Bean e questo è il mio blog in cui scrivo di Islanda e Stati Uniti, ma anche di borghi fantasma, mete Far West e viaggi pet friendly!
Durante gli on the road organizzati con il mio socio occulto ho imparato sempre qualcosa di nuovo.
Come, ad esempio, non scegliere mai una meta di viaggio guardando solo i Reel: con questo articolo-riflessione, vi spiego perché così facendo, resterete sicuramente delusi.
Scoprite chi sono e seguite le mie avventure anche su Instagram e Facebook!

Cosa sono i Reel

Cominciamo innanzitutto con lo spiegare che cosa sono i Reel.

I Reel sono dei video molto brevi, (durano tra i 60 e i 90 secondi), realizzati in formato 9:16 (cioè verticali e stretti adatti a riempire interamente gli schermi dei nostri sempre più grandi cellulari) da chiunque possieda un profilo Instagram.

Il nome Reel deriva proprio dalla sua breve durata. Infatti il significato di Reel è proprio mulinello, ritmo frenetico che calza a pennello con i contenuti che vengono creati con questo strumento.

Ideati da Mark Zuckerberg e dal suo team vengono integrati in Instagram nel 2020 per contrastare la concorrenza di Tik Tok, un’altra piattaforma Social cinese, che proprio grazie ai suoi video brevissimi, stava spopolando tra i giovanissimi.

Instagram, ancorato ad un intrattenimento più statico e fotografico, stava perdendo terreno rispetto al colosso Cinese che aveva visto nei video un business molto interessante.

Oggi i Reel vengono utilizzati per molti scopi. Quello su cui focalizzerò la mia attenzione, è il tema Travel.

Travel Creators, Travel Photographer e Content Creators in generale, supportati dagli Enti del Turismo, realizzano questi brevi video con lo scopo di attirare l’attenzione su determinate mete turistiche.

Ed è proprio qui che voglio arrivare.

Siamo sicuri che le diverse destinazioni abbiano davvero bisogno dei Reel per promuoversi? Non è il creatore di contenuti che sfrutta lo strumento Reel e la meta per ampliare la sua visibilità?

Perché i Reel possono ingannare: pro e contro dei contenuti video su Instagram

Reel I Viaggi di Giugliver

I Reel non sono pericolosi, sia chiaro, ma come tutti gli strumenti utilizzati per la creazione di contenuti hanno dei vantaggi e dei svantaggi legati alla loro fruibilità e alla nostra capacità di comprendere lo scopo per il quale sono stati realizzati.

I pro dei Reel sono tutti aspetti in realtà collegati tra loro:

  • i Reel sono strumenti di ispirazione
  • creano curiosità; i primi secondi dei video devono per forza catturare in qualche modo la nostra attenzione e incentivare la voglia dell’utente a proseguire la fruizione del reel
  • foto accattivanti, paesaggi idilliaci e luoghi iconici scorrono a ritmo frenetico per farci sognare e fantasticare sulla perfezione delle mete
  • in pochi secondi danno le informazioni essenziali

Per contro, invece:

  • proprio per la loro breve durata sono molto approssimativi,
  • incapaci di approfondire l’argomento trattato,
  • utilizzando immagini instragrammabili creano aspettative spesso disattese 

Quante volte abbiamo visto foto bellissime di luoghi meravigliosi che poi visitati dal vivo ci hanno deluso?

  • Sono troppo brevi: in un minuto e mezzo è impossibile non tralasciare qualche aspetto importante
  • non permettono l’inserimento di un link di approfondimento
  • incentivano il turismo di massa e le visite “mordi e fuggi”

Quanti luoghi e posti meravigliosi sono stati deturpati dall’uomo, visitati solo per scattare una foto per sfoggiarli,  trasformati in trofei da collezionare?  

Reel: istruzioni per l’uso

Ovviamente il problema principale è l’uso che se ne fa dei Reel e come vengono realizzati questi contenuti. 

Se da un lato gli Enti del Turismo hanno il compito di promuovere il proprio territorio affidando questo compito a professionisti e non a persone improvvisate, dall’altro è anche responsabilità di chi crea i contenuti, non dare in pasto al pubblico una meta turistica.

Mi spiego meglio. 

Sono dell’idea che per promuovere un luogo si debbano usare riprese autentiche, non ingannevoli, che unite ad una voce fuori campo (opzionale), incuriosiscano e incentivino l’utente ad approfondire la destinazione. 

Un Reel non dovrebbe svelare subito l’esatta posizione di ciò che sta descrivendo e  l’utente destinatario dovrebbe compiere un’azione ben precisa per ottenerla, in modo che, solo chi è veramente interessato, possa beneficiare del privilegio di questa informazione

Ma quindi, a cosa servono veramente i Reel?

Giunti a questo punto la domanda sorge spontanea: ma quindi a cosa servono veramente i Reel? Perché se è vero che possono trarre in inganno nelle nostre scelte di viaggio è altrettanto vero che devono essere considerati dei meri strumenti di intrattenimento.

Siate consapevoli che i Reel sono strumenti utilizzati per catturare l’attenzione.

Lasciatevi stuzzicare dai loro contenuti, ma successivamente approfondite l’argomento. Leggete articoli di blog, siti specializzati, forum, consultate documentari e video su diverse piattaforme di infotainment. 

Conoscere meglio la destinazione, vi fa capire se fa al caso vostro. Cercate di scoprire  chi ha realizzato il Reel che ha catturato la vostra attenzione, quali sono i suoi valori, il suo codice etico. Se il Creator è anche blogger, avrà molto probabilmente scritto qualcosa di approfondito sullo stesso tema nel suo blog.

Doverosa puntualizzazione!

Un/a blogger è una persona creativa, che ha un sito di sua proprietà (un blog appunto!) all’interno del quale approfondisce, spiega e tratta i temi che più superficialmente condivide sui Social.

Chi possiede solo un profilo Social (come ad esempio Facebook, Instagram o Tik Tok) non è un blogger.

Concludo esortandovi, con tutto il cuore, a essere curiosi e mai superficiali, perché porterà beneficio a voi e più rispetto ai luoghi che visiterete.

Qual è il vostro approccio ai Reel? Vi hanno mai ingannato? Fatemelo sapere nei commenti.

Tornate a trovarmi nel blog ogni volta che avete bisogno di ispirazione e cercatemi su Facebook o Instagram per quattro chiacchiere in real time!

Ciao 4 now!

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Questo articolo ha 2 commenti

  1. Marghe e Samu

    Secondo noi i reels non sono strumenti di pianificazione di un viaggio, bensì un contenuto alternativo alle foto, dove raccontare un’esperienza con immagini in movimento. Chi ama pianificare viaggi da solo/a piuttosto dovrebbe prendere spunto dal blog, che resta (secondo noi) l’unica fonte sincera (anche se non sempre super attendibile) per l’organizzazione!

    1. Giulia

      Condivido su tutta la linea, ragazzi! Infatti chi guarda i Reel dovrebbe poi far seguire un approfondimento su altre piattaforme, perché per come sono stati concepiti non hanno la capacità di poter dare informazioni più accurate, rischiando di trarre in inganno l’utente!
      Grazie per aver condiviso il vostro pensiero

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