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Ciao Mondaioli,

dopo mesi trascorsi in casa e dopo il nostro sogno infranto del viaggio alle isole Svalbard annullato a causa del Coronavirus, finalmente torniamo ad uscire e lo facciamo nelle nostre montagne!

Non potendo lasciare il Veneto, e volendo evitare i luoghi più popolari (come Cortina d’Ampezzo) dove sicuramente molta gente si è riversata nel primo weekend “quasi” libero, abbiamo deciso di esplorare una zona a noi sconosciuta tra la Valle del Cadore e la Val Comelico. Siamo quindi saliti nel paesino di Danta di Cadore.                                                                                                                           

È stata una piacevolissima scoperta: il paese domina la valle e vanta il primato in altitudine nella zona; in cima ad esso, dalla minuscola cappella di Santa Barbara, il panorama è davvero spettacolare!

Vista panoramica dalla cappella di Santa Barbara - Danta di Cadore
Vista panoramica dalla cappella di Santa Barbara – Danta di Cadore

Poco lontano, il biotopo delle torbiere di Danta offre la possibilità di una bella passeggiata in un ambiente protetto ed incontaminato. Direi quindi che questa zona offre tutto il necessario per trascorrere una bellissima giornata nella natura ed è l’ideale per una gita della domenica.

Il biotopo delle torbiere di Danta

Ma cos’è un biotopo? Il termine deriva dal greco tòpos, luogo, ed è un’area (nel nostro caso la torbiera) in cui vivono una o più specie animale o vegetale.

L’idea è nata dal comune di Danta di Cadore in collaborazione con l’istituto Arpav – Centro Valanghe di Arabba che ha individuato quest’area di circa 200 ettari tra Danta (zona Cercenà) ed Auronzo di Cadore.

Il tempo di percorrenza dell’intero giro è di circa due ore e mezza.

Il percorso delle torbiere di Danta

Il periodo migliore per visitare le torbiere di Danta è sicuramente quello primaverile perché si avrà la possibilità di ammirare la fioritura della vegetazione circostante.

Nella nostra gita domenicale, a parte i ranuncoli gialli disseminati nei verdi prati, non abbiamo avuto la fortuna di vedere le fioriture sperate, tantomeno le piccole piante carnivore dalla forma somigliante ad una palpebra con ciglia, che si cibano di mosche ed altri insetti.

Lungo tutto il percorso, che si sviluppa tra ampie distese di prati e boschi di Pino silvestre e Ginepri, sono state posizionate delle passerelle in legno, per evitare che la vegetazione vivente negli acquitrini (per lo più muschi a crescita illimitata) venga calpestata.

Biotopo Le Torbiere di Danta
Biotopo delle torbiere di Danta di Cadore

La principale raccomandazione è di non uscire dai sentieri tracciati, sia per il rispetto dell’habitat incontaminato, sia per la presenza di pozze d’acqua profonde. Se prevedete quindi di andare con bambini e cani, fate attenzione a non lasciarli correre in giro.

Qui sotto vi evidenzio le regole di comportamento da seguire durante la visita:

  • rispettare la torbiera evitando di gettare rifiuti di ogni genere

  • non raccogliere o manomettere la vegetazione e i suoi frutti

  • evitare rumori molesti che possano spaventare gli animali

  • non lasciare il sentiero per la presenza di pozze d’acqua profonde, nascoste tra la vegetazione

  • non scendere dalle passerelle, dove presenti.

  • è consigliato indossare calzature comode e da montagna per la presenza di alcuni tratti di sentiero umidi.

Riprendendo la macchina, dopo aver pranzato (prenotando anticipatamente) in uno dei tanti agriturismi della zona (il nostro preferito è Ai Lares), invece che proseguire verso  Auronzo di Cadore, abbiamo deciso di provare un semplice itinerario di circa un’ora e mezza che collega le località di Rizziòs e Grea rispettivamente nei comuni di Calalzo e Domegge di Cadore.

Itinerario della “Traversata del Cadore”

È un percorso ad anello, dal dislivello limitato, della durata di circa un’ora e mezza che attraversa un piccolo centro abitato molto caratteristico e prosegue per una strada sterrata nel bosco che torna al punto di partenza.

Itinerario della Traversata del Cadore
Itinerario della Traversata del Cadore

È un percorso adatto a tutti, anche per i nostri amici a quattro zampe, lungo il percorso non c’è acqua, ma in paese troverete una grande fontana.

Rizziòs

Da Calalzo di Cadore si raggiunge in auto l’antico centro abitato di Rizziòs.

Si ipotizza che il nome del borgo derivi dal latino Riviciolus (piccolo rivo) dallo stesso ruscello, affluente del torrente Molinà, che divide la cascata di case e fienili in Vilagranda e Villapiccola.

Tre sono i nuclei familiari che hanno abitato e abitano tuttora Rizziòs. Di questi, la famiglia Frescura è la più nota perché Angelo è stato il fondatore della prima (omonima) occhialeria di Calalzo di Cadore.

Poco più in basso si può ammirare la chiesetta di Sant’Anna, al cui interno sono conservate diverse tele preziose risalenti al Seicento, che ritraggono personaggi famosi della storia locale.

Vista panoramica di Rizziòs
Vista panoramica di Rizziòs

Lungo il sentiero che porta fino a Grea, vi troverete ad un bivio: se si scende si arriva al Ponte Molinà, e poi giù fino al Lago di Centro Cadore, ma noi svoltiamo a sinistra per raggiungere il minuscolo paese di Grea, frazione di Domegge di Cadore.

Grea

Il paese, di circa 200 abitanti prende il nome dalla ghiaia di cui è composta un’antica frana risalente all’epoca glaciale, sul quale il paese è stato edificato. In cima ad un colle svetta la chiesetta di San Leonardo, che grazie alla sua posizione dominante gode di un panorama davvero suggestivo sul Lago del Centro Cadore e sui paesi di Calalzo e Pieve di Cadore.

Con un po’ di fortuna, potrete accomodarvi su una delle due panchine che affacciano sul promontorio e godere appieno dello spettacolo.

Panorama dalla chiesa di San Leonardo - Grea
Panorama dalla chiesa di San Leonardo – Grea

Una volta ripreso fiato, proseguiamo seguendo per un tratto le indicazioni per il Rifugio Baion, imbocchiamo una mulattiera e ci addentriamo nel magnifico bosco di Larici e Faggi secolari, alti oltre 30 metri, dalle robuste e visibili radici e dalle folte chiome, percorso che piacerà sicuramente ai nostri amici a quattro zampe!

Bosco di faggi
Sentiero che porta al bosco di Faggi

Seguendo questo sentiero, quasi totalmente all’ombra del bosco si ritornerà agevolmente a Rizziòs per riprendere la macchina e rientrare a casa.

Suggerimenti finali

Come abbiamo accennato nel corso dell’articolo, la gita che abbiamo organizzato è adatta a tutti gli amanti della natura incontaminata e della montagna, ma anche agli appassionati di storia.

A Danta c’è un importante museo Paleontologico “Le Radici della Vita“, che custodisce al suo interno reperti fossili provenienti da tutto il mondo. Potrete vedere un scheletro completo di un cucciolo di dinosauro vissuto in Mongolia 110 milioni di anni fa. Purtroppo non ci siamo potuti andare perché temporaneamente chiuso a causa dei regolamenti imposti dai motivi sanitari che ben conosciamo, ma questa può essere una buona scusa per tornare da queste parti.

Le zone sono predisposte ad accogliere anche i nostri amici a quattro zampe. Come sempre quello che viene raccomandato è il rispetto per il luogo, e i siti che si visitano.

Se non siete troppi stanchi, consigliamo di dedicare un po’ di tempo alla visita di Rizzòs e Grea, i due piccoli paesi del Cadore, sia per osservare la loro tipicità montana, sia per approfondire la storia che hanno da raccontano.

Un percorso, quello della Traversata del Cadore non solo all’insegna della tranquillità e della natura, ma anche fatto di persone e modi di vivere che stiamo riscoprendo, stanchi di una società sempre più frenetica e alienante.

Spero che vi sia piaciuto scoprire un posto nuovo e che vi abbia stuzzicato un po’ la curiosità tanto da spingervi a cercare, anche nelle vostre zone, luoghi meno conosciuti, ma che sicuramente non hanno nulla da invidiare a posti ben più blasonati.

Ciao for now!

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