Le ghost town non si trovano solo nel far west. Andiamo alla scoperta dell’antico borgo di Fumegai, una città fantasma in provincia di Belluno!

Ciao, sono Giulia Bean e questo è il mio blog in cui scrivo di Stati Uniti e Islanda, ma anche di borghi fantasma, mete Far West e viaggi pet friendly!
Durante gli on the road organizzati con il mio socio occulto ho imparato sempre qualcosa di nuovo.
Per esempio che non serve andare oltre oceano per visitare una città fantasma. In provincia di Belluno ce ne sono due e Fumegai per qualche tempo ha avuto anche un abitante!
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Come arrivare a Fumegai

Questo piccolo paese abbandonato si trova nei pressi di Arsiè di Feltre, nel bellunese, vicino al Lago del Corlo. Su Google trovate il luogo esatto digitando “ruderi di Fumegai” per vedere la posizione dell’antico borgo.

Ci sì può arrivare dalla città di Belluno o da Feltre, provenendo da nord, oppure dalla zona di Bassano del Grappa a sud.

Dovete lasciare l’auto nei pressi del Ponte della Vittoria (chiamato così a memoria degli eventi bellici vissuti nella zona durante le guerre mondiali), un ponte pedonale che vi condurrà sulla sponda opposta del lago.

Ponte della Vittoria Arsiè
Ponte della Vittoria Arsiè

Da qui inizia il percorso. Al termine della strada asfaltata il trekking, che all’andata è tutto in salita, vi porterà dapprima nella contrada di Case Boldi, per poi addentrarsi nel bosco e condurvi, in circa 45 minuti, a Fumegai. Ci sono delle indicazioni lungo il percorso: seguite il sentiero indicato come n. 7 e i cartelli per Fumegai. Non è possibile arrivare alla contrada Fumegai in auto.

La storia di Fumegai

Questo insediamento nacque alla fine del 1800, precisamente nel 1873. Composto da poche case, gli abitanti vivevano di agricoltura e pastorizia. Ricordiamo infatti che ci troviamo su una montagna, a circa 500 metri di altitudine, in un luogo ancora oggi abbastanza isolato difficile da raggiungere. Anche se la quota può sembrare non eccessiva, queste valli, queste zone in generale sono particolarmente fredde. Durante gli inverni le nevicate erano abbondanti, tanto da costringere spesso le persone a rimanere in casa. Inoltre in quei mesi, per conformazione della vallata, la luce del sole non arrivava mai direttamente.

L’origine del nome è legato ad una parola dialettale, “fumegà” o “infumegà” che possiamo tradurre come “affumicato” nel senso di fuligginoso, sporco. Termine che descriveva al tempo le persone operose, che si davano da fare sporcandosi letteralmente mani e corpo. Dalla forma plurale arriviamo a “fumegai”.

Il resto della storia non è diverso da quanto ci si può aspettare: le condizioni di vita molto difficili hanno spinto sempre più persone a spostarsi a valle, anche per la ricerca di lavori migliori e meno faticosi. Le nuove generazioni non sono più tornate lassù, preferirono emigrare all’estero, lasciando soli gli abitanti oramai anziani che lì erano nati e cresciuti. La borgata era composta da una decina di case. Pare che l’ultimo abitante, un’anziana signora, se ne andò negli anni Venti del 1900 e tutto venne abbandonato.

I ruderi di Fumegai
I ruderi di Fumegai

Per circa 50 anni il tutto rimase completamente abbandonato, finché un gruppo di hippies negli anni ’60 andò a stabilirvisi per un breve periodo (qualche mese). Dopodiché nuovamente abbandono, fino ai giorni nostri. Qualche anno fa un ragazzo, con il suo cane, è andato a vivere in una delle case, ripulendo la zona e adattandosi allo stile di vita che questo luogo impone. Vi è rimasto per circa un anno e mezzo. Ora Fumegai è tornata nell’oblio.

Cosa vedere nel borgo fantasma di Fumegai

Quando si incontrano le prime case, l’impressione è di aver fatto letteralmente un viaggio nel tempo. La natura si sta lentamente ma inesorabilmente riappropriando dei suoi spazi, ma gli edifici in pietra resistono dignitosamente. Le case sono aperte e al loro interno si possono vedere vecchi arredamenti, oggetti, piatti, bottiglie, vestiti, giornali.

Borgo abbandonato di Fumegai
Borgo abbandonato di Fumegai
Borgo fantasma di Fumegai
Borgo fantasma di Fumegai
Dettagli di un rudere di Fumegai
Dettagli di un rudere di Fumegai

In alcune è possibile accedere anche al piano superiore. Il tutto come se gli abitanti se ne fossero andati da un giorno all’altro, lasciando le loro cose che ora appaiono immobili nel tempo, a testimoniare ciò che fu.

Interno del piano superiore di una abitazione di Fumegai
Interno del piano superiore di una abitazione di Fumegai

Il silenzio, il solo rumore della natura. Fa riflettere in questo contesto pensare come poteva essere la vita a quei tempi, tutto sommato non così lontani dai giorni nostri. L’acqua corrente era disponibile grazie ad un ruscello, per tutto il resto… ci si arrangiava! Ogni nucleo familiare aveva una pecora, una mucca e/o un maiale per il sostentamento. Le donne curavano la casa e gli orti, mentre gli uomini si addentravano nel bosco e nella valle per il duro lavoro. Producevano formaggio, ortaggi, vino e persino tabacco e bachi da seta! Una piccola comunità dignitosa, autonoma e decisamente coraggiosa.

Altre informazioni utili

Si è tornati a parlare di questo borgo qualche anno fa, prima con la pubblicazione ispirata al borgo fantasma “I silenzi di Fumegai” di Alessandro Fort a dicembre 2017 e successivamente grazie al fotografo Massimo Zanetti e allo scrittore Massimo De Mattia con il libro “Oblivion: il borgo fantasma“, a cui ha fatto seguito il secondo volume “Fumegai il risveglio” che narra la storia del nuovo, unico abitante della borgata che tra il 2019 e il 2020 ha cercato di riportare la vita nel paese fantasma. Potete acquistarli entrambi su Amazon o presso alcuni esercizi commerciali nella zona del lago di Corlo.

Per maggiori informazioni su questo progetto, patrocinato da diversi comuni della zona e dalla provincia di Belluno, vi rimando al sito ufficiale linkato sopra, anche e soprattutto per le bellissime immagini che diedero vita alla mostra dedicata a Fumegai del 2017.

Vi segnalo inoltre un servizio del TGR Veneto, “Fumegai il borgo fantasma” con alcune testimonianze di vecchi abitanti del posto.

Personalmente per la nostra visita all’antico borgo di Fumegai è stata sufficiente una mattinata: le case sono molto concentrate e oltre a quello non c’è molto altro da vedere, trovandosi di fatto in mezzo a un bosco senza particolari scorci panoramici. I più avventurosi possono comunque proseguire il sentiero che si collega ad altri percorsi della zona, tra cui un anello di 10-15km che porta più in quota.

Per il pranzo consigliamo, sulla riva del lago, l’Albergo Parigi: abbiamo mangiato benissimo! E se venite da lontano, come suggerisce il nome, qui potete anche soggiornare in camere molto belle e curate. In ogni caso meglio prenotare!

Sul vicino lago del Corlo è possibile noleggiare pedalò o kayak; la zona si presta inoltre non solo per il trekking ma per molte altre attività sportive.

Se siete appassionati di città fantasma e borghi abbandonati, c’è una sezione dedicata nel nostro blog!

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Questo articolo ha 2 commenti

  1. Alessandro Fort

    Il borgo di Fumegai è un luogo silenzioso e allo stesso tempo colmo di suoni, davvero sembra di udire le voci e i rumori di chi a suo tempo vi visse. Da queste sensazioni è nato il mio libro “I silenzi di Fumegai” che rappresenta il mio omaggio a quanti hanno vissuto lì, ma anche a quanti lì sono passati per risentire il passato.

    1. Giulia

      Grazie Alessandro per la tua preziosa testimonianza!

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