Chi l’avrebbe mai detto che una tomba veneta venisse usata come location di un colossal americano! Oggi vi porto a conoscere il Memoriale Brion, un complesso cimiteriale del ‘900, oggetto di studio delle università di architettura di tutto il mondo.

A fine articolo qualche personale riflessione sulla scelta del Memoriale come set di alcune scene del film “Dune – Parte 2”, a cui mi piacerebbe seguisse un confronto con voi (nei commenti) per sapere cosa ne pensate.

Giugliver al Memoriale Brion
Ciao, sono Giulia Bean e questo è il mio blog in cui scrivo di Stati Uniti e Islanda, ma anche di borghi fantasma, mete Far West e viaggi pet friendly!
Durante gli on the road organizzati con il mio socio occulto ho visitato città fantasma che sono state location di film western. Un esempio tra tutte Tombstone, il cui omonimo film del 1993 vede protagonisti Val Kilmer, Kurt Russell e Sam Elliott.
Quest’oggi, invece, mi sono recata nella campagna trevigiana per visitare il Memoriale Brion, che oltre ad essere un opera d’arte dell’architettura moderna, ha fatto da sfondo ad alcune scene del film “Dune – parte II”.
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A chi è intitolato il santuario Brion

segnaletica Tomba Brion

Giuseppe Brion nasce a San Vito d’Altivole (TV) nel 1909, è un imprenditore veneto, considerato un pioniere dell’industria elettronica italiana. Fonda, insieme alla moglie, l’azienda Brionvega , produttrice nel dopoguerra delle più innovative apparecchiature televisive e radiofoniche che sposano un design italiano accattivante e una tecnologia all’avanguardia.

Oltre ad essere un uomo d’affari di successo, Brion era anche un mecenate dell’arte e un grande appassionato di architettura.

Oggi alcuni modelli di televisioni e radio Brionvega sono esposte al MOMA di New York.

Chi è Carlo Scarpa, architetto di Tomba Brion

Tomba arch. Carlo Scarpa

Carlo Scarpa nasce a Venezia nel 1906 ed è considerato uno dei maggiori architetti del ‘900. Il complesso monumentale della Tomba Brion è una dei suoi progetti più riusciti. Alla morte di Giuseppe Brion, il 12 settembre 1968, la moglie Onorina Tomasin e il figlio Ennio commissionano all’architetto Scarpa la realizzazione del luogo di sepoltura di famiglia.

Carlo Scarpa lavora al progetto dal 1968 al 1978, con oltre 3.000 disegni (di cui 1.500 autografi) dedicati all’opera, realizzando quella che viene considerata una “moderna macchina per elaborare il lutto” dai spiccati richiami all’oriente.

Nel 1979, Carlo Scarpa, mentre è in Giappone, scendendo le scale, inciampa rovinosamente su un gradino e muore.

Oggi è sepolto all’interno del Memoriale Brion.

Dove si trova Memoriale Brion

Memoriale Brion - Antivole

Il Memoriale Brion sorge nel cuore del Veneto, su un area di 2.200 mq rialzata e circondata da mura di cinta inclinate che permettono di ammirare la campagna trevigiana.

Per accedere a Tomba Brion è necessario entrare dal camposanto di San Vito di Altivole (in provincia di Treviso). La prima cosa che si nota è l’imponente ingresso di cemento (detto propilei) con due cerchi intrecciati, simbolo dell’amore coniugale.

Sarcofaci coniugi Brion - Tomba Brion

Il complesso funerario si compone di tre sezioni e quattro edifici. Tutto ruota intorno ai due sarcofagi, in cui riposano i coniugi Brion, il fulcro dell’opera: da un lato sorge un’area dedicata alla meditazione, circondata da una vasca d’acqua e ninfee, dal lato opposto si trovano la cappella e le tombe dei parenti, nonché la tomba di Carlo Scarpa, da cui si accede anche lateralmente senza entrare dal cimitero.

meditation area
Specchi d’acqua nell’area della meditazione

area meditazione

zona meditazione

Ogni sezione è stata progettata con grande attenzione ai dettagli, utilizzando materiali come marmo, mosaici, acqua e aria per creare un’atmosfera unica ed evocativa.

Il Memoriale Brion ha un significato profondo nell’architettura moderna. È considerato un esempio eccezionale di come l’architettura possa fondersi armoniosamente con la natura circostante. Le linee pulite e i materiali utilizzati nel memoriale si integrano perfettamente con il paesaggio circostante, creando un’atmosfera di serenità e contemplazione.

Il Memoriale Brion è caratterizzato da molti elementi di design unici. Le forme geometriche precise, l’uso sapiente dell’acqua e l’integrazione delle opere d’arte lo rendono un luogo affascinante e da esplorare. Ogni dettaglio è stato attentamente studiato da Carlo Scarpa per creare un’esperienza visiva e sensoriale unica.

Visitare il Memoriale

sezione che porta alla cappella e alle tombe dei familiari

Oggi il Memoriale Brion è di proprietà del FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano, che grazie ai suoi volontari ne regolamenta gli ingressi. Dal sito memoriale-brion è possibile prenotare una visita guidata del FAI, in alternativa l’accesso al sito è gratuito.

Prima di entrare nel cimitero, luogo di accesso a Tomba Brion è presente una colonnina con un QR Code da inquadrare per accedere gratuitamente ad un audio guida che vi permetterà di approfondire la visita scegliendo tre percorsi (architettonico, emozionale o botanico) della durata di 45 minuti.

colonnina QR Code

Anche i vostri amici a 4 zampe possono entrare, purché tenuti al guinzaglio.

Trattandosi di un camposanto è richiesto, silenzio e rispetto. Sono permesse foto e video amatoriali ad uso personale, mentre è necessaria l’autorizzazione scritta del FAI per ogni altro utilizzo.

Memoriale Brion location di “Dune – parte 2″…e tu cosa ne pensi?

La principessa Irulan mentre si sposta dalla sezione meditazione verso i cerchi incrociati del memoriale

Trama del film

“Dune” è un film di fantascienza del 2021 diretto da Denis Villeneuve, basato sull’omonimo romanzo di Frank Herbert.

La storia si svolge su Arrakis, un pianeta desertico ricco di una sostanza chiamata “melange” o “spezia”, fondamentale per il viaggio interstellare e controllata dalla famiglia nobiliare degli Atreides.

Il giovane Paul Atreides, interpretato da Timothée Chalamet, si trova coinvolto in intrighi politici e conflitti tra le famiglie nobiliari, in particolare con la casata rivale degli Harkonnen.

Paul scopre di avere poteri speciali e si unisce ai Fremen, nativi del pianeta, per combattere l’oppressione e realizzare il suo destino.

Nel secondo capitolo della saga “Dune – Parte 2” (uscito nei cinema in Italia a febbraio 2024) continua la storia di Paul Atreides mentre si evolve in un leader tra i Fremen e affronta le conseguenze delle sue azioni sulla galassia.

Paul si scontra con il suo destino profetico come il Messia chiamato Muad’Dib e deve navigare tra politica, tradimenti e guerra per proteggere il suo popolo e il futuro di Arrakis.

Perché vi racconto tutto questo?

Perché Momoriale Brion è stato d’ispirazione per gran parte dell’architettura di “Caladan” il pianeta immaginario nativo di Casa Atreides, nel film “Dune”.

Ma soprattutto perché il complesso funebre è stato scelto come location delle stanze imperiali della principessa Irulan, in “Dune – parte 2”.

Memoriale Brion e frame del film Dune - parte 2
La cappella del Memoriale come stanza imperiale della principessa Irulan
Area della meditazione nella realtà e nel film

Le uniche modifiche apportate al santuario sono stati l’inserimento di alcuni mobili nella cappella, per ricreare l’ufficio della principessa, e piante rampicanti sulle spoglie mura perimetrali.

La stessa attrice Florence Pugh, interprete della principessa Irulan ha dichiarato che le sembrava di essere in “Dune” durante le riprese delle prime scene del sequel, mentre camminava sul set. Il regista Villeneuve, le ha confermato, in quell’occasione, che si era proprio ispirato a questo straordinario memoriale per il primo film.

Molto spesso per realizzare pellicole cinematografiche, si scelgono ambientazioni reali e non riprodotte negli studi, per renderli più realistici e spettacolari.

Nel solo film di Dune 2 si è girato nei deserti di Giordania, Abu Dhabi e Namibia; ma quando si tratta di scegliere luoghi così piccoli e “local” c’è sempre un rischio: Tomba Brion sarà in grado di sostenere l’eventuale afflusso di visitatori del cineturismo?

Il cineturismo è il turismo legato alla ricerca delle location cinematografiche.

A maggior ragione quando il film ha una portata mondiale, cineturismo potrebbe trasformarsi in overtourism. Questo non sarà sicuramente il caso del Memoriale Brion, ma sappiamo bene quali sono le conseguenze del turismo di massa, che ha portato, ad esempio, Venezia a introdurre il contributo di accesso per regolamentare gli ingressi in città.

Memoriale Brion è già meta di pellegrinaggio di  studenti e architetti di tutto il mondo; il film farà da cassa di risonanza aumentando visite e curiosità? Voi cosa ne pensate?

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Ciao 4 now!

Grazie al FAI per avermi dato l’autorizzazione alla realizzazione di questo articolo.
FAI

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