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Come qualcuno di voi saprà, non perdo occasione di portare con me il mio cagnolino Coda nei vari spostamenti e viaggi nazionali.

Rimanendo in Italia, non ci sono grossi problemi. Infatti, oltre alle vaccinazioni periodiche obbligatorie, non c’è alcun’altra imposizione.

Da qualche anno la Rabbia è stata debellata su tutto il territorio nazionale per cui non è più obbligatorio il vaccino antirabbico.

Nel 2019 però ho deciso di portare Coda con me in Ungheria e così ho cominciato ad informarmi sul sito del Ministero della Salute e sul web interrogando su Google: “viaggiare all’estero con gli animali da compagnia” oppure “entrare o rientrare nel territorio italiano con il proprio animale domestico”.

Ho scoperto che la prima cosa da fare è richiedere il passaporto europeo.

Il passaporto europeo per il cane

Un po’ come succede per noi umani, quando vogliamo volare in Paesi Extra UE, anche i nostri amici animali (cani gatti e animali d’affezione) devono possedere un passaporto.

Il nome specifico è “Passaporto per animali da compagnia”- “Pet passport”.

Il rilascio del passaporto avviene su richiesta, rivolgendosi allo sportello unico del reparto veterinario della asl di competenza in pochi giorni.

Il costo è irrisorio, tra i 10 e i 20 euro al massimo per passaporto individuale, ciò significa che avrò bisogno di un passaporto per ogni animale che fa parte della famiglia.

Struttura e contenuto del passaporto

Secondo il Regolamento CE, queste sono le caratteristiche che il passaporto europeo deve avere:

  •   Essere emesso da veterinari UE
  •   Avere la Copertina azzurra
  •   Riportare l’emblema UE
  •   Codice ISO dello Stato
  •   Numerazione univoca
  •   Lingua ufficiale e lingua inglese

Il passaporto, inoltre, deve contenere le seguenti informazioni:

  • i dati del proprietario,
  • la descrizione dell’animale, con la possibilità di aggiungere una foto (opzionale),
  • i dati dell’identificativo dell’animale (microchip)
  • la data di quando è avvenuta applicazione del microchip o avvenuto tatuaggio se ben leggibile
  • il dettaglio dell’ente rilasciante.

Il resto del passaporto è destinato al veterinario e alla registrazione della sua prestazione veterinaria. Le vaccinazioni da fare varieranno a seconda dei Paesi della UE in cui deciderete di andare.

Viaggiare in Europa

Per andare in Ungheria avevo bisogno di far fare a Coda solo il vaccino antirabbico.

È importante sapere che il vaccino va fatto almeno un mese prima della partenza!

Dato che nel mio caso la vaccinazione ha una valenza triennale, prima di partire una seconda volta, quest’anno, sono ritornata dal veterinario per farmi rilasciare una certificazione di buona salute di Coda, da esibire, se richiesto, alle autorità estere. Questo certificato deve essere rilasciato non oltre i 10 giorni dalla partenza.

Il passaporto del cane, a differenza dei vaccini, non ha scadenza pertanto è sempre in corso di validità.

Solo nel caso in cui i viaggi fatti siano più numerosi delle pagine del libretto è possibile farsi rilasciare un secondo libretto, in continuazione del primo (rinnovo del passaporto).

In alternativa alla vaccinazione, è possibile chiedere ai medici veterinari di verificare la copertura degli anticorpi del proprio animale per quella data malattia. Si tratta della titolazione anticorpale.

I veterinari dell’asl o in libera professione possono, tramite un semplice prelievo di sangue, verificare e certificare se il vostro animale d’affezione ha gli anticorpi sufficienti per contrastare un eventuale contagio o, in caso contrario, procedere alla vaccinazione.

La vaccinazione antirabbica deve essere fatta sul cane di età superiore alle 12 settimane (3 mesi). Cani di età inferiore alle 12 settimane non possono essere portati all’estero.

Su quest’ultimo punto, vi consiglio di consultare la pagina Young Animals sul sito della Commissione europea, dove sono riportate le posizioni dei Paesi membri.

Per ulteriori dettagli e informazioni relative alle vaccinazioni dell’animale da compagnia, vi consiglio di chiedere al vostro veterinario.

Viaggiare in Paesi Extra UE

Se stai per rientrare in Italia da Paesi Terzi, o vuoi partire per queste mete, bisogna verificare quali sono le normative e i controlli per la rabbia.

I Paesi che hanno normative simili a quelli dei Paesi UE sono

Andorra, Svizzera, Irlanda, Liechtenstein, Monaco, San Marino e Stato della Città del Vaticano

I Paesi  Extra UE che permettono agli animali di viaggiare senza titolazione anticorpale

Isola del’Ascensione, Emirati Arabi Uniti, Antigua e Barbuda, Antille Olandesi, Argentina, Australia, Aruba, Bosnia-Erzegovina, Barbados, Bahrein, Bielorussia, Bermuda, Canada, Cile, Figi, Isole Falkland, Hong kong, Giamaica, Giappone, Saint Kitts e Nevis, Isole Cayman, Santa Lucia, Montserrat, Malaysia Mauritius, Messico, Nuova Caledonia, Nuova Zelanda, Polinesia Francese, Saint-Pierre e Miquelon, Federazione Russa, Singapore, Sant’Elena, Trinidad e Tobago, Taiwan, Stati Uniti d’America, Saint Vincent e Grenadine, Isole Vergini britanniche, Vanuatu, Wallis e Futuna, Mayotte.

Per tutti gli altri Paesi Terzi vi lascio il link dedicato del Ministero della Salute .

Passaporto per il cane: ulteriori precisazioni

Una volta rilasciati tutti i documenti necessari, sarete voi le uniche persone autorizzate a viaggiare con il cane (salvo che nel libretto non venga riportata una dichiarazione scritta del proprietario che autorizzi un’altra persona ad effettuare lo spostamento con l’animale, specificando il carattere non commerciale del viaggio).

Ma soprattutto sarete responsabili di lui e per lui; questo significa che ognuno di voi dovrà sempre portare con sé  i documenti di identificazione e il certificato di buona salute del proprio animale da compagnia.

Apro una parentesi sulla questione della responsabilità perché le banche dati delle diverse Nazioni non comunicano tra loro per cui, nella malaugurata ipotesi di smarrimento o momentaneo allontanamento del vostro cane, l’identificazione tramite microchip non è detto che vada a buon fine.

Infine vi consiglio anche di fare un piccolo corso di pronto soccorso, in modo da sapere come comportarsi in caso di emergenza. Questo non sostituirà il ruolo fondamentale dei veterinari liberi professionisti, ma in alcune circostanze un primo intervento può davvero salvare la vita al vostro animale.

Ora vi sentite più preparati per il prossimo viaggio con il vostro migliore amico?

…Ciao for now!

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