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In questo articolo vi racconto il nostro itinerario degli Stati Uniti del sud, tappa per tappa: dal Texas al Nevada, attraversando New Mexico, Arizona, California. Venti giorni. Cinquemila chilometri. Sulle orme di città e film western. Siete pronti?

Itinerario Stati Uniti del sud: Texas

Il nostro on the road nel sud degli Stati Uniti ha inizio ad Austin, Texas. Nel 2019 eravamo già stati in Texas, in particolare un paio di giorni a Dallas, ma non eravamo mai stati nella capitale.

GIORNO 1: per prima cosa visitiamo il Campidoglio, il Texas Capitol: è davvero un palazzo enorme, molto più grande del campidoglio di Washington DC. È infatti il palazzo governativo più grande di tutti gli Stati Uniti. Non c’è da stupirsi che il motto di questo Stato sia

“Everything is bigger in Texas!”

Texas Capitol
Texas Capitol

Al termine della visita ci dirigiamo verso South Congress (Soco), la via principale piena di negozi dover poter fare un po’ di shopping di prodotti locali (stivali e abbigliamento western) e immortalare il famoso murales “Greatings from Austin, TX” meta di pellegrinaggio dei viaggiatori.

Greatings from Austin
Greatings from Austin

GIORNO 2: decidiamo di tornare a fare shopping a “Soco” per poi spostarci al Congress Avenue Bridge per il tramonto, con l’intento di riuscire a vedere la colonia di pipistrelli più grande del Nord America. Ci sono due possibilità per riuscirci: trovare un posticino sul ponte o lungo le sponde del fiume, oppure salire su un battello che dopo una piccola gita guidata della città, attende l’arrivo dei pipistrelli.

Austin in battello
Austin in battello con avvistamento di pipistrelli finale

Abbiamo provato entrambe le opzioni ma, la migliore è senz’altro quella di fermarsi con la barca sotto al ponte. Grazie ai fasci di luce rosse che le imbarcazioni puntavano sui pipistrelli, siamo riusciti ad ammirare lo strano spettacolo creato dai pipistrelli a caccia di cibo. Mi preme precisare che il fascio di luce colorata, a differenza quella tradizionale bianca, non infastidisce gli animali, ma permette all’uomo di contemplare questo fenomeno davvero incredibile.

GIORNO 3: lasciamo Austin per spostarci a San Antonio, dove poi noleggeremo l’auto. La prima cosa che colpisce chi vede San Antonio per la prima volta è il River Walk, un percorso pedonale lungo le sponde del fiume che attraversa la città. La zona è altamente turistica, con alberghi, ristoranti e tutto ciò che un visitatore può cercare, tra cui la possibilità di fare un giro in battello, cosa che decidiamo di fare subito.

River Walk San Antonio
River Walk San Antonio

Dopo pranzo ci spostiamo a La Villita Village, una manciata di piccoli negozi di artigianato locale all’interno di casette a formare un piccolo villaggio. Si trova a poca distanza dal River Walk e dalla Tower of Americas, la torre più alta della città. 

La Villita Village San Antonio
La Villita Village San Antonio

GIORNO 4: The Alamo è stata una delle 5 missioni (di preti francescani) di San Antonio in Texas. Quello che tutti riconoscono come The Alamo è in realtà un convento, un tempo adibito a chiesa, magazzino, rifugio e avamposto militare. È il simbolo della città. Lo visitiamo con un tour guidato. Questa scelta non ci permette solo di entrare e vedere cosa celano le mura di The Alamo, ma ci coinvolgono emotivamente nei racconti della guida sulla storia dell’indipendenza del Texas dal Messico.

The Alamo
The Alamo

Dopo pranzo ci spostiamo a Market Square, una piazza chiamata così per la presenza di un mercato permanente. Qui l’influenza con la cultura messicana si sente e si vede molto chiaramente, sia per i colori, che per le musiche.

Market Square Austin
Market Square Austin

GIORNO 5: Bandera è notoriamente conosciuta come la città dei cowboys. La città si sviluppa lungo la Main Street. Tappa obbligatoria in ogni negozio nella città. Oltre ai classici souvenir non potete andare via senza aver acquistato un cappello da cowboy.

Bandera
Bandera e i suoi negozi di souvenir

Nel pomeriggio ci spostiamo in un Dude Ranch poco lontano “Rancho Cortez” per una passeggiata a cavallo. Per la cena ci spostiamo a Del Rio, un paese vicinissimo al Messico.

GIORNO 6: la prossima meta del nostro itinerario degli Stati Uniti del Sud è un piccolo paese di nome Langtry per visitare il saloon/tribunale dell’auto proclamato giudice Roy Bean. Un personaggio che fece la storia nella parte ovest del fiume Pecos, tanto da essere inserito in uno degli episodi del famoso fumetto di Tex. La visita al suo saloon e alla sua casa, poco distante è gratuita.

Proseguiamo verso il Big Bend National Park, facendo una sosta al Visitor Center per acquistare la tessera dei parchi americani e riempire le borracce di acqua; poi intraprendiamo uno dei tanti percorsi di trekking che il parco ha da offrire. Il più suggestivo è il Santa Elena Canyon che percorriamo con la macchina solo fino ad un certo punto. Sarebbe stato possibile poi inoltrarsi a piedi all’interno del canyon, ma a causa del caldo desistiamo. Proseguiamo verso Terlingua Ghost Town per la notte.

Big Bend National Park
Big Bend National Park

GIORNO 7: visita di Terlingua Ghost Town che sorge nel bel mezzo del deserto. Di lei restano solo vecchie jeep arrugginite, carrucole per calarsi nelle miniere, le mura di una prigione e tanta ferraglia arrugginita. Non mancano però strutture ricettive, bar e ristoranti per i turisti. Sulla strada che porta a Terligua ci fermiamo a Lajitas uno strano paesino che ha come sindaco una capra: Clay Hanry!

Terlingua
Terlingua

GIORNO 8: i prossimi due giorni li dedichiamo alla città più artistica del Texas: Marfa! Per gli amanti dell’arte moderna prenotare una visita alla Fondazione Chinati, è obbligatorio! La fondazione ospita al suo interno tra le altre creazioni:

  • 15 enormi opere in cemento dell’artista Donald Judd, che a seconda di come si guardano, cambiano aspetto tra di loro e nell’ambiente circostante;
  • due hangar (che sono stati utilizzati come set nella serie televisiva “I Love Dick” con Kevin Bacon) contenenti 100 opere in acciaio;
  • esposizioni di quadri
  • sei edifici che custodiscono al loro interno delle opere colorate fluorescenti.
Fondazione Chinati
Fondazione Chinati

Alla sera ci spostiamo ad Alpine e ci arrampichiamo lungo Hancock trail per il tramonto. Questa escursione è un po’ particolare perché dopo esserci arrampicati in cima ad una montagna, troviamo ad aspettarci una cattedra abbandonata da alcuni studenti negli anni ’80 che cercavano un posto tranquillo per studiare.

Hancock trail
Hancock trail

GIORNO 9: Prada Marfa è l’installazione artistica permanente più famosa di della zona. Si tratta di un negozio di Prada costruito in mezzo al nulla, lungo la US Route 90, nella contea di Jeff Davis a poco più di 60 chilometri a nord Ovest da Marfa, realizzato da due artisti danesi Elmgreen & Dragset.

Prada Marfa
L’iconico Prada Marfa

Sempre lungo la HW 90 incrociamo un’ installazione dedicata al film “Giant” con James Dean e Liz Taylor. Nel pomeriggio ci fermiamo a Fort Davis ora un sito storico nazionale, ma che fu un posto chiave nel sistema di difesa del Texas occidentale. Questa è l’ultima tappa del Texas.

Fort Devis
Fort Davis

New Mexico

GIORNO 10: la nostra prima fermata in New Mexico è a Orogrande per vedere alcuni ruderi western, ci spostiamo poi ad Alamogordo dove pranziamo da Pizza Hut. Nel primo pomeriggio facciamo una sosta all’azienda agricola PistachioLand della famiglia McGinn, per visitare la loro piantagione di pistacchi e fare una piccola degustazione di vini.

Terminiamo la giornata al meraviglioso White Sands National Park dove aspettiamo il tramonto!

White Sands National Park
White Sands National Park

Arizona 

GIORNO 11 e 12: breve sosta alla ghost town di Bisbee e alla Lavender Pit una miniera a cielo aperto operativa dal 1917 al 1974. La vera meta è però Tombstone, la città più western che ci sia, dove trascorreremo due giorni (per approfondimenti sulla città, ho scritto un articolo dedicato: Ogni città ha una storia, Tombstone ha una leggenda!).

Bisbee
Bisbee

California

GIORNO 13: mattinata di trasferimento. Nel pomeriggio visita ad una piccola parte dell’Anza-Borrego Desert State Park uno dei deserti più vasti della California, in particolare la zona in cui sono disseminate enormi sculture in metallo raffiguranti animali autoctoni e di fantascienza dell’artista spagnolo Ricardo Breceda.

Anza Borrego Desert State Park
Le statue di Stefano Breceda nell’Anza Borrego Desert State Park

GIORNO 14: a pochi chilometri da Borrego Springs dove alloggiamo si trova una zona di depressione ( -70 metri sul livello del mare), chiamata Salton Sea. È un mare chiuso, nato per un errore idrogeologico, attorno al quale si formò un rinomato e famoso polo turistico negli anni ’70, poi decaduto miseramente a causa dell’inquinamento che rese il mare non più balneabile. Proseguiamo poi verso Bombay Beach, la spiaggia dei vip di un tempo, ora palcoscenico per opere d’arte volte a mantenere viva l’attenzione sulla zona.

Bombay Beach
Bombay Beach

Sfruttiamo le ultime ore di luce per fermarci anche a Salvation Mountain un luogo davvero iconico. Si tratta di una montagna/scultura di 15 m di altezza che Leonard Knight ha dedicato a Dio.

Salvation Mountain
Salvation Mountain

GIORNO 15: intera giornata dedicata al Joshua Tree National Park. Avevamo già visitato il parco nel 2019, ma frettolosamente, pertanto questa volta non ci lasciamo sfuggire il bellissimo campo di Cholla Cactus, la Skull Rock, una roccia a forma di teschio nata da millenni di erosione atmosferiche, e gli innumerevoli spot con le tipiche piante di ocotillo a forma di spiga e i Joshua Tree, gli alberi che danno il nome al parco.

Cholla Cactus Joshua Tree National Park
Cholla Cactus Joshua Tree National Park

GIORNI 16: lungo la strada che ci porterà alla prossima tappa, ci fermiamo lungo la Route66 al Roy’s Motel, una vecchia, iconica, abbandonata struttura ricettiva nata nel 1938 e chiusa negli anni ’70 con la nascita della Interstate 40 che dirottò il traffico della Route 66.

Roy's Motel Cafe Route 66
Roy’s Motel Cafe Route 66

Proseguiamo verso la Death Valley e i suoi punti salienti. Ci fermiamo a Dante’s View, Zabriskie Point, Badwater Basin, Artist Palette, Mesquite Flat Sand Dunes e il Furnace Creek Visitor Center. Per approfondimenti: Death Valley: informazioni utili per una visita perfetta.

Nevada

GIORNO 17: visita a due città fantasma. La prima è la minuscola Chloride e poi Nelson, che ha visto i suoi anni migliori a metà dell’ottocento quando scoprirono una vena d’oro. La miniera più famosa della città di Nelson si chiama Techatticup Mine. A Nelson hanno girato dei film, video musicali e ha ispirato l’ambientazione di alcuni videogiochi. In città si possono ancora vedere i rottami degli aerei fatti esplodere durante le riprese spettacolari di uno di questi film.

Nelson
Nelson

Prima di proseguire per Las Vegas, la nostra meta finale, ci fermiamo a Rhyolite, un’altra città fantasma che avevamo già visitato, ma che ci piace rivedere. Per approfondimenti: Rhyolite da città fantasma a museo a cielo aperto). Lungo la strada che porta a Las Vegas ci fermiamo a Beatty, città famosa per gli asini che vivono in libertà.

Beatty
Beatty

GIORNO 18-19-20: gli ultimi tre giorni del nostro itinerario negli Stati Uniti del sud sono interamente dedicati a Las VegasSaliremo sulla Las Vegas High Roller, la ruota panoramica più alta del mondo appena inaugurata.

Las Vegas High Roller
Las Vegas High Roller

Ci sposteremo a Downtown Las Vegas per vedere e approfondire la zona “vecchia”,dove tra le altre cose si trova il Plaza Hotel & Casino, famoso per essere stato l’albergo protagonista in un episodio della trilogia “Ritorno al Futuro”. Visiteremo il famoso negozio dei pegni della trasmissione televisiva “Affari di Famiglia”, saliremo a goderci il panorama dall’altro del 109º piano della Stratosphere e ci godremo lo spettacolo delle fontane danzanti del Bellagio.

Affari di Famiglia Pain Shop Las Vegas
Affari di Famiglia Pain Shop Las Vegas

Conclusioni sull’itinerario negli Stati Uniti del Sud 

L’on the road è un modo di viaggiare che amo veramente tanto. È molto faticoso a livello organizzativo, ma altamente appagante. Questi venti giorni sono volati in un lampo e non siamo riusciti a vedere tutto quello che volevamo, non tanto per questioni di tempo, quanto piuttosto per il caldo anomalo che ha caratterizzato l’intero on the road. Questa non è una cosa negativa, bensì un’opportunità: difatti stiamo già organizzando il prossimo itinerario negli Stati Uniti del sud!

Restate sintonizzati…

…ciao 4 now!

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