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foto panoramica

Introduzione

Credo fosse uno di quei classici pomeriggi di inverno in cui fuori piove e passi la giornata sul divano, sotto la coperta, cercando qualcosa di interessante su internet, il momento in cui mi sono imbattuta per la prima volta in una foto del White Sands National Monument, in New Mexico.

Mi ha subito colpito questa distesa di sabbia bianchissima, un luogo incredibile che volevo assolutamente vedere con i miei occhi!

Itinerario

Ero talmente decisa che ci ho costruito un viaggio intorno: classico arrivo a Las Vegas con volo da Londra, visita di alcuni parchi (Valley of Fire, Zion, Bryce, Antelope Canyon, Monument Valley, Petrified Forest, Canyon de Chelly) e poi giù verso sud, direzione New Mexico e Texas, al confine con il Messico, sfruttando poi l’aeroporto di El Paso per il rientro!

Dalla’Arizona al New Mexico

Quella mattina siamo partiti alle 8 in punto da Holbrook, in Arizona, con il navigatore che ci ha dato il buongiorno con un incoraggiante “in 650 km you will reach your destination”… speriamo!

Ci mettiamo in marcia e guidiamo per tutta la mattina, attraversando piccoli villaggi (chiedendoci puntualmente come sia possibile vivere in posti così isolati!) e immense bellissime pianure, talvolta con i cavalli usciti dal recinto di un ranch che correvano con noi sulla strada! 

Non a caso il New Mexico è presentato sui cartelli stradali come “Land of Enchantment”!

Incrociamo pochissime auto e ci godiamo il panorama stupendo di questa parte di States, decidendo di fermarci a Socorro (che da google maps sembrava uno dei paesi un po’ più grandi tra quelli da attraversare) per il pranzo, ma dopo aver fatto benzina imbocco per sbaglio l’entrata della highway anziché lo svincolo che porta al paese e così, incanalati in autostrada con prossima uscita a distanza sconosciuta sprofondiamo un po’ nella depressione causata dalla mancanza di zuccheri ma resistiamo fino a quando, qualche ora dopo, iniziano a spuntare diversi cartelli con la nostra destinazione: Alamogordo. Lì avevamo prenotato il motel per la notte e soprattutto c’erano molte possibilità per il pranzo dato che ci siamo arrivati con una fame da lupi!

Puntiamo sul sicuro quando vediamo l’insegna di Pizza Hut e ci spariamo una pizza gigantesca che ci dà tanta tanta soddisfazione!

E’ pomeriggio quando usciamo dalla pizzeria e devo affrontare l’unica cosa che mi mette un’ansia assurda negli Stati Uniti: buttarmi con l’auto con il cambio automatico in strada dovendo superare 3 corsie per andare nella nostra direzione di marcia! Come giocare a “the frog”!

Alamogordo

Alamogordo è una città molto vivace di 30 mila abitanti (tutti evidentemente sempre in giro in macchina) in mezzo al nulla ma sviluppatasi per la presenza di un importante base militare americana, strategica per la posizione al confine con il Messico, e del White Sands Missile Range dove vengono effettuati test missilistici. 

Ricordate questo particolare perché ci sono dei giorni in cui non è possibile visitare il parco delle White Sands proprio a causa dei test miliari; è sempre meglio controllare sul sito del National Park Service se sono previste chiusure straordinarie. 

Superata la difficoltà e raggiunta la quarta corsia ci dirigiamo verso il Visitor’s Center, iniziando a scorgere in lontananza il bianco accecante delle dune di sabbia. Siamo a metà pomeriggio e c’è un caldo assurdo nonostante sia aprile!

All’interno del parco

Una volta entrati nel parco si percorrono alcuni chilometri prima di essere definitivamente circondati dalle dune bianche di questo paesaggio surreale! C’è un’unica strada da seguire con vari punti dove è possibile fermarsi; la parte più bella è sicuramente in fondo alla strada, quando si trovano i percorsi che permettono di avventurarsi (con una bella scorta d’acqua) in mezzo alle dune. Il più famoso è l’Alkali Flat trail, lungo 8 km, che non ci siamo sentiti di affrontare a causa del caldo.

Abbiamo quindi atteso il tramonto passeggiando in questo luogo da favola tra una duna e l’altra. Il parco viene poi chiuso ad una certa ora e tutti devono uscire, tranne chi ha il permesso per il campeggio; i rangers passano con l’auto a sollecitare l’uscita dei visitatori. 

Un po’ di storia

Questa meraviglia della natura si è formata in milioni di anni con l’erosione di antichi strati di gesso, le cui particelle sono rimaste intrappolate in questo bacino (che un tempo era un mare) a causa della mancanza di corsi d’acqua e alla presenza di una catena montuosa che protegge l’area. Tutto questo ecosistema si sta comunque gradualmente spostando verso nord-est a causa dei venti. Dovete inoltre sapere che questa macchia bianca è visibile anche dallo spazio!

foto panoramica
lo spettacolo del tramonto – White Sands

Early Entry e Stay Late

Potete visitare il sito del parco per trovare tantissime informazioni interessanti e curiosità sulle White Sands. Dal sito è inoltre possibile richiedere uno speciale permesso “early entry” o “stay late” per avere accesso prima o dopo l’orario di apertura ufficiale.

E’ quello che noi abbiamo fatto per la mattina seguente, poiché l’orario di apertura era alle 7:00 ma a quell’ora il sole sarebbe già stato oltre l’orizzonte. Così alle 6:00 eravamo al gate d’ingresso e un ranger ci ha fatto entrare. Ci siamo diretti subito al cuore del parco in modo da essere pronti per goderci lo spettacolo dell’alba in assoluta solitudine e scattare qualche foto!

Quella mattina non c’erano nuvole nel cielo, pertanto l’alba ci ha regalato dei colori molto tenui al contrario del cielo infuocato che avevamo ammirato durante il tramonto la sera precedente.

foto panoramica
Alba sulle White Sands

Con il sole ormai alto nel cielo rientriamo ad Alamogordo, fermandoci per una spettacolare colazione da Denny’s, uno dei nostri punti di riferimento negli Stati Uniti!

Ripartiamo poi per Roswell, una tappa che abbiamo raccontato in un altro post.

Nelle foto potete vedere come appare questo meraviglioso deserto con la luce del giorno, al tramonto e all’alba!

…See ya & ciao for now!

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