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Abbiamo incontrato Chiara nel 2017, quando per visitare l’Oman ci siamo affidati ad uno dei tour organizzati dalla Desert Camels, agenzia locale per la quale lavora. L’Oman ci incuriosiva dal punto di vista naturalistico e ci affascinava per la sua cultura; inoltre era una meta non troppo inflazionata e noi cercavamo un’esperienza autentica e una destinazione originale.

La scelta è stata ottima: un paese bellissimo, un viaggio organizzato in maniera perfetta, una guida locale gentile e premurosa. Una vacanza indimenticabile che ci è rimasta nel cuore!

L’intento di questo articolo – intervista, è quello di farvi conoscere più a fondo l’Oman attraverso le parole e le immagini di chi ha deciso di mollare tutto per trasferirsi in questo straordinario paese!

Conosciamo Chiara

Ciao Chiara, parlaci di te e di cosa ti occupi.

Ciao ragazzi, innanzitutto vi ringrazio per avermi dato l’opportunità di parlare dell’Oman che amo moltissimo e che è ormai diventato la mia seconda casa. Sono laureata in archeologia, ma ho sempre lavorato come guida ed accompagnatrice turistica. Dal 2014 mi sono trasferita in Oman e qui organizzo viaggi in fuoristrada su misura e per piccoli gruppi. Mi occupo di tutta la logistica dei tour dalla A alla Z, ossia dal momento dell’ideazione dell’itinerario fino al rientro in Italia dei viaggiatori. Chiaramente non lavoro da sola, ma insieme ad un team di colleghi omaniti, competenti ed affidabili. Non siamo il classico tour operator, ci piace piuttosto definirci una piccola grande famiglia.

Quando hai scoperto l’Oman per la prima volta e come mai te ne sei interessata?

Ne ho sentito parlare per la prima volta ai tempi dell’università: infatti a partire dagli anni Ottanta in Oman hanno scavato gli archeologi italiani di Pisa e di Bologna. Studiando la storia e l’archeologia della penisola arabica, mi sono prima di tutto innamorata dell’Oman sui libri. Poi finalmente nel 2014 ho avuto la possibilità di visitare il paese in prima persona: all’epoca lavoravo come tour leader per un tour operator italiano e ho accompagnato alcuni gruppi proprio in Oman. E in quel momento, grazie ai paesaggi incontaminati, alla popolazione gentile e al grande Sultano Qaboos, è scattato il colpo di fulmine definitivo. Una volta rientrata in Italia, ho mollato tutto e ho prenotato un volo sola andata per Muscat.

Un po’ di storia: turismo e lavoro

L’Oman è un Paese ricco di bellezze naturalistiche e affascinante per la sua cultura. Come mai secondo te non è tra le mete turistiche di cui si sente più spesso parlare?

L’Oman si è aperto al turismo relativamente da pochi anni, in quanto fino al 1970 il paese non aveva nemmeno scuole, ospedali, strade, infrastrutture. Grazie alla politica illuminata del Sultano Qaboos bin Said, scomparso lo scorso anno, l’Oman è diventato in meno di cinquant’anni una nazione prospera e all’avanguardia. Così, insieme alla modernità, è arrivato poco a poco anche il turismo internazionale, che oggi è sicuramente una risorsa importante nell’economia omanita.

Ci sono opportunità di lavoro in Oman? Cosa consiglieresti a chi vorrebbe provare a trasferirsi lì?

Come dicevo prima, l’Oman ha avuto uno sviluppo rapidissimo nel corso degli ultimi cinquant’anni. Fino ad una decina di anni fa, in pieno boom economico, le opportunità lavorative per gli stranieri erano moltissime in tutti i settori, con stipendi da capogiro per i laureati ed i professionisti. Ora le cose stanno cambiando ed il governo sta incentivando l’omanizzazione del mercato del lavoro. Oggi infatti ci sono molti omaniti qualificati e dunque gli stranieri sono sempre meno richiesti ed è sempre più difficile ottenere un visto di lavoro. Per questa ragione questo non è certamente un buon periodo per cercare lavoro in Oman, a meno che non si tratti di una trasferta temporanea per una grossa azienda multinazionale.

Oman pro e contro: sicurezza e temperature estive

La cosa che ti piace di più e quella che ti piace meno del vivere lì.

Cominciamo con la cosa che mi piace meno: il clima in estate. Da maggio a settembre le temperature sono altissime, ed anche l’umidità, quindi stare all’aria aperta diventa problematico e si è costretti a rifugiarsi in casa, in auto o nei centri commerciali con l’aria condizionata al massimo. Scegliere la cosa che mi piace di più è difficile, perché ci sono davvero tanti aspetti positivi nel vivere a Muscat. Va bene lo stesso se ne dico due? Primo: l’Oman è un paese estremamente sicuro, senza criminalità, dove puoi ancora permetterti di non chiudere a chiave la porta di casa. Secondo: la varietà dei paesaggi e il fatto di avere a portata di mano mare, montagne, deserti e oasi meravigliose.

Essere donna in Oman: integrazione nella società

Ci sono molti pregiudizi sul ruolo delle donne nel mondo arabo: come ti senti da donna, per di più straniera, a vivere in Oman?

Rispondere a questa domanda è complesso perché le esperienze possono variare molto da persona a persona. Personalmente qui mi sento benissimo e al sicuro. In generale gli omaniti sono estremamente cordiali e disponibili con tutti, non importa se sei donna o uomo, se sei omanita o straniero. Da straniera, e per di più residente, credo che comunque sia molto importante rispettare le usanze locali per essere meglio accettati e quindi penso che sia raccomandabile, ad esempio, vestirsi in modo consono alla cultura che ci ospita. Questo non significa indossare gli abiti tradizionali, ma semplicemente usare un po’ di accortezza ed evitare shorts e minigonne nei mercati e nei villaggi.

Secondo te è necessario imparare la lingua locale per integrarsi nella società?

Circa il 40% degli abitanti sono stranieri, perciò l’inglese è diffuso ovunque ed è più che sufficiente per relazionarsi con gli omaniti. Certamente, però, conoscere anche solo qualche parola di arabo aiuta ad integrarsi ed apre tantissime porte. Questo è il motivo per cui ho approfittato di questo stop forzato nel lavoro per studiare l’arabo omanita. Ho ancora tanta strada da fare, ma sono molto soddisfatta del risultato che ho raggiunto e anche gli omaniti apprezzano i miei sforzi nel parlare la lingua locale.

Perché visitare l’Oman: i tre posti irrinunciabili

Se i tuoi migliori amici ti venissero a trovare, quali sono i tre posti irrinunciabili in cui li porteresti?

L’Oman è pieno di luoghi speciali, la scelta è molto difficile. Il primo posto irrinunciabile è senza dubbio la Grande Moschea del Sultano Qaboos a Muscat: un gioiello di architettura islamica contemporanea, ma soprattutto un monumento universale che celebra la pace e la fratellanza tra i popoli. Un’altra tappa da non perdere in ogni viaggio in Oman che si rispetti è quella al mercato del venerdì di Nizwa, dove sembra di essere tornati indietro nel tempo di almeno duecento anni: è una totale immersione nelle autentiche tradizioni omanite. Infine, sicuramente bisogna trascorrere almeno una notte tra le dune del deserto, quelle delle Wahiba Sands a nord oppure del Rub Al Khali a sud.

Rub Al Khali Oman
Deserto del Rub Al Khali, Oman

Ti chiediamo di scegliere tre tue foto che rappresentino: un luogo speciale, qualcosa che hai visto solo in Oman, una tradizione locale; ognuna di esse con la spiegazione del perché le hai scelte.

Il deserto del Rub Al Khali, chiamato anche Quarto Vuoto. Si tratta di un vero e proprio oceano di dune, in parte ancora inesplorate, che superano i 400 metri di altezza. Un viaggio nel Rub Al Khali permette di ricongiungersi con l’universo e ti cambia davvero la vita.

La sala principale della Grande Moschea del Sultano Qaboos a Muscat. Il lampadario in cristallo al centro della cupola è alto 14 metri (come un palazzo di tre piani!) e pesa 8 tonnellate.

Grande Moschea del Sultano Qaboos a Muscat in Oman
Grande Moschea del Sultano Qaboos a Muscat in Oman

Tutti gli uomini omaniti, fin dalla tenera età, indossano l’abito nazionale (dishdasha), cioè una candida tunica che arriva fino alle caviglie, e il tipico copricapo cilindrico (kummah) oppure il turbante (mussar).

Giovani Omaniti in abiti tradizionali
Giovani Omaniti indossano il dishdasha, l’abito tradizionale omanita

Oman: cosa mangiare

Parlaci del cibo: cosa si mangia in Oman?

Qui si mangia bene e tanto… forse troppo! Insomma, alla fine di un tour in Oman si torna sempre a casa con un paio di chili in più sulla bilancia. La cucina omanita è molto varia e risente delle influenze mediterranee, indiane ed africane. In effetti se guardate la carta geografica l’Oman è proprio lì al centro, crocevia commerciale, culturale e gastronomico tra Mediterraneo, Subcontinente Indiano e Africa Orientale. Il piatto tipico per eccellenza è la shuwa, una sorta di stufato di agnello avvolto nelle foglie di banano e cotto sulle braci in una buca sotterranea per ventiquattro ore. Ma ci sono sapori per tutti i gusti: l’Oman ha oltre 3000 chilometri di coste e dunque abbonda anche il pesce fresco. Non mancano opzioni gustose anche per i viaggiatori vegetariani. E tra un pasto e l’altro è d’obbligo assaporare il qawha, il caffè omanita al cardamomo, accompagnato da datteri dolcissimi.

Prospettive per il futuro dell’Oman

Dopo 50 anni l’Oman ha da poco un nuovo Sultano. Sappiamo quanto importante per lo sviluppo del Paese e quanto amato sia stato il Sultano Qaboos, come vedi ora il futuro dell’Oman?

Il Sultano Haitham bin Tareq è stato scelto personalmente dal defunto Sultano Qaboos come nuova guida del paese. Per due decenni Haitham è stato Ministro della Cultura, nonché a capo di Oman Vision 2040, il progetto per lo sviluppo economico, sociale e culturale dei prossimi vent’anni. Insomma, ci sono tutte le premesse affinché il nuovo sultano segua le orme del suo predecessore sia a livello di politica estera, promuovendo la pace tra le nazioni e la non belligeranza, sia a livello di politica interna, facendosi garante del delicato equilibrio tra modernità e tradizione. Certamente, a causa della crisi petrolifera in atto dal 2015 e della attuale pandemia, la situazione economica non è rosea ed il Sultano Haitham dovrà affrontare diverse sfide.

Viaggiare in Oman post Coronavirus

Cosa prevedi per il 2021? Si tornerà finalmente a viaggiare? Avete dei nuovi tour in programma?

Ormai ho smesso di fare previsioni e mi affido alla divina provvidenza, come fanno gli omaniti. Quindi dico inshallah e mi auguro che si possa tornare a viaggiare al più presto. Per la prossima stagione, a partire da ottobre, abbiamo in calendario un nuovo itinerario dedicato principalmente ai deserti, al di fuori dei circuiti turistici: è una spedizione avventurosa da Muscat a Salalah, che include le dune dorate delle Wahiba Sands, le dune bianche di Khaluf e le dune rosse del Rub Al Khali. Inoltre, proprio in queste settimane, insieme a Mustafa, titolare di Desert Camels Adventure Tours, sto esplorando in lungo e in largo l’Oman alla ricerca di nuove piccole chicche da inserire nei tour su misura. Noi siamo prontissimi a ricominciare e non vediamo l’ora di poter nuovamente guidare i viaggiatori italiani alla scoperta di questo paese incantato.

Conclusioni

Ringraziamo Chiara per averci raccontato la sua esperienza e vi consigliamo di dare un’occhiata ai loro bellissimi tour in programma sul sito Desert Camels!

Noi speriamo di riuscire a completare presto la visita dell’Oman con la parte sud del paese. Vogliamo assolutamente provare l’esperienza del campo tendato nel Rub Al Khali e ammirare il tramonto dalle sue maestose dune!

Per le informazioni utili a pianificare un viaggio in Oman, vi lasciamo il link al nostro articolo Viaggio in Oman: 10 cose da sapere prima di partire.

…ciao for now!

Questo articolo ha 2 commenti.

  1. Mario

    Ho avuto la fortuna di affrontare questo viaggio in compagnia di Chiara, Mustafa, Majid e Hamed, partiti in quattro da Padova, ci siamo trovati a viaggiare con un gruppetto di viaggiatori, eterogeneo come residenza, Padova, Bologna, Firenze, Torino, ma assolutamente omogeneo per voglia di viaggiare, scoprire, imparare.
    Chiara e il suo team, ci hanno confezionato uno dei più bei viaggi ai quali io e mia moglie abbiamo mai partecipato, organizzato nei minimi dettagli, sembravano preparati ad hoc anche quei piccoli imprevisti che, in un viaggio, dove si percorrono migliaia di chilometri nel mezzo di una natura selvaggia, servono ad aumentare il piacere dei ricordi.
    Viaggiare con Chiara non è solo spostarsi da un luogo all’altro, è anche “capire” quel che si vede, è un pò entrare nella cultura di un popolo che in meno di quarant’anni è passato dal medioevo alla modernità, senza dimenticare però le origini, senza rinnegare le proprie tradizioni, ma accettando di condividerle con coloro che decidono di avvicinarsi senza la presunzione di voler insegnare, o peggio, imporre.
    Un viaggio dove la sicurezza degli ospiti è al primo posto, beh compito facile in un paese che, a livello mondiale, è tra i primi cinque per la sicurezza, (l’Italia , per fare un paragone, è al 26°).
    Abbiamo visitato, deserti, villaggi, città, castelli, abbiamo percorso uadi, canyon, autostrade modernissime e sentieri disastrati, abbiamo nuotato in profonde gole scavate dall’acqua che per millenni ha convogliato la vita dalle montagne al mare, e fatto trekking nel gran canyon d’Arabia, ci siamo immersi nei coloratissimi e profumatissimi souk, ma anche in mercati bestiame tradizionali, dove sono le donne che decidono quali capi acquistare, abbiamo dormito nelle tende nel mezzo del deserto, ma anche in alberghi dove aspettavamo solo di veder apparire qualche principe, tanto era il lusso che ci circondava, e poi in alta montagna, dove le “tende” erano dotate di tutti i confort, non ultimo il riscaldamento, visto che siamo passati dalla camicia alla giacca a vento, nel giro di poche ore, abbiamo mangiato in eccellenti ristoranti, ma anche fatto “campo” in mezzo al deserto, all’ombra di acacie che non si sa come, ma affondano le radici direttamente nella sabbia, e ancora siamo stati ospiti di una comune famiglia omanita, che ci ha consentito di gustare i piatti semplici e gustosi della tradizione.
    Se da bambini, o anche dopo, avete sognato di vivere le avventure, o almeno visitare i luoghi di Aladino o di Simbad il marinaio, affidatevi a Chiara e al suo gruppo di professionisti, vi regaleranno qualcosa che rimarrà per sempre solo vostro.

    1. Grazie Mario per aver condiviso con noi la tua esperienza. Chiara e Moustafa saranno sicuramente felicissimi di sapere che il tuo viaggio con loro è stato indimenticabile. La serietà ripaga sempre! Se ami il tuo lavoro i risultati si vedono (e in questo caso si leggono nero su bianco! 😉)

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