Oggi voglio raccontarvi della mia settimana a Maiorca, l’isola più grande dell’arcipelago spagnolo delle Baleari.

Come sapete i miei viaggi sono sempre itineranti, quando visito un luogo lo giro in lungo e in largo e quindi in questa settimana ho cercato di vedere il più possibile. 

Se invece voi preferite scendere dall’aereo e non muovervi più fino alla fine della vacanza, allora questo articolo può darvi qualche spunto su quale zona di Maiorca preferire.

Quando andare

Io ci sono stata l’ultima settimana di Maggio, proprio perché il mio obiettivo era quello di poter visitare tutta l’isola e non fare solo spiaggia. In questo periodo l’acqua è ancora un po’ freddina, ma le strutture balneari cominciano già ad essere operative.

Il periodo estivo è ovviamente quello più gettonato, ma è visitabile tranquillamente anche nelle altre stagioni e perché no anche in Settembre!!

Come arrivare

È raggiungibile con volo diretto dai principali aeroporti nazionali (Milano, Bologna, Roma, Venezia, Torino, Pisa, Napoli, Catania e Palermo).

L’aeroporto si trova poco distante Palma de Maiorca. Appena usciti troverete la fermata degli autobus, il servizio taxi o le navette che portano ai vari rental car (per quelli che non hanno il punto di riferimento al piano terra dell’aeroporto).

Come muoversi

Per comodità ovviamente ho scelto di muovermi in macchia. Una semplice Clio 5 porte benzina. Fate attenzione agli orari di consegna delle auto. Io ho scelto di affidarmi a Centauro Rent a Car perché era l’unico che permetteva il ritiro fino alle 21 (il mio volo atterrava alle 19.25).

Le alternative sono i meno economici taxi e/o i mezzi pubblici.

Cosa vedere

Il mio tour inizia con il giro della città di Palma de Maiorca. 

Lasciata l’auto in un parcheggio sotterraneo a pagamento, arrivo in centro e la prima cosa che noto è l’imponente cattedrale gotica Seu; dal Parc de la Mer, potrete vederla in tutto il suo splendore;

Qui d’estate gli artisti di strada si esibiscono lungo la promenade intrattenendo i passanti con le loro esibizioni e le rassegne cinematografiche vengono proiettate sul maxischermo installato appositamente al centro del lago di acqua salata antistante la Cattedrale. 

La sera, la passeggiata lungo lago regala romantici momenti al chiaro di luna, con la complicità della Cattedrale illuminata e il suono delle onde del mare in sottofondo.

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Parc de la Mer

Proprio qui accanto si trova il Palazzo Reale La Almudaina, vecchia residenza estiva dei reali di Spagna, visitabile pagando un biglietto di circa 7 euro.

Spostandoci sul promontorio troviamo il castello di Bellver, uno dei pochi castelli circolari d’Europa. Dista circa 3 chilometri dalla città di Palma.

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Castello di Bellver

l viaggio prosegue verso Deja, la visita del suo borgo impegna non più di un’ora per cui posso proseguire velocemente verso Soller.

Di questa cittadina vi rimarranno impresse le stradine strettissime, quasi sempre a senso unico per fortuna, la scarsità di parcheggi e quei pochi esistenti tutti a pagamento ma soprattutto la maestosa chiesa di San Bartolomeo, situata nella piazza dove si trova il fulcro della vita mondana di Soller. La città è visitabile anche con tram elettrici (la linea è stata inaugurata nel 1913 e collega Soller al Port de Soller).

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Soller

Il giorno seguente dodici chilometri a serpentina mi separano dalla spiaggia di Sa Calobra e da Cap de Formentor, e lungo la strada  la Serra di Tramontana offre dei panorami davvero bellissimi.

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Sa Calobra

Arrivo fino ad Alcudia, su cui non mi soffermerò molto perché mi è servita solo come sosta per procedere verso Artà. Qui ho fatto un bel percorso di trekking a Sa Penya Rotja di circa tre ore. Il panorama se non c’è foschia è davvero molto bello.

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Panorama dalla cima di Sa Penya Rotja

Artà è famosa per le sue mura spesse un metro, 10 torri e dal santuario di Sant Salvador, edificato sul sito di una fortezza moresca, da dove si può ammirare una splendida vista. Il villaggio di Artà ha un quartiere storico molto bello ricco di palazzi affascinanti. Nei dintorni del paese si trovano diversi siti archeologici di pregio, come la città Talaiot di Ses Paisses. Quest’ultima però un po’ sopravvalutata perché i reperti rimasti non sono ben conservati e per capire cosa c’era prima bisogna usare molta (forse troppa) immaginazione.

Qui a Maiorca le spiagge sono quasi incontaminate, alcune hanno un minimo servizio, ma la maggior parte sono callette e insenature tranquille raggiungibili a piedi o in bicicletta.

Sto parlando di Cala MitjanaCala Torta, Cala Virgili e Cala Magraner.

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Cala Virgili
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Cala Magramer

L’unica escursione a cui ho partecipato è stata quella all’isola di Cabrera. Molto ben organizzata, partenza da Cala Bota. Biglietto acquistato direttamente al porto. L’escursione includeva circumnavigazione completo dell’isola, visita ad una grotta e sbarco con pranzo al sacco. Una volta scesi si era liberi di girare e raggiungere il Forte in cima alla collina, o fermarsi nelle spiaggette, l’unico vincolo era orario e luogo di ritrovo per il rientro.

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Isola di Cabrera

L’ultima tappa prima di tornare a Palma e volare verso l’Italia è Porto Cristo. Qui ho visitato la grotta del drago (Cuevas del Drach). Biglietto acquistabile sia in loco che on line al prezzo di 15 euro. Ne ho viste molte di grotte, ma devo dire che queste mi sono particolarmente piaciute, soprattutto per lo spettacolo con sorpresa musicale finale.

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Grotte del Drago

Cosa mangiare

L’offerta culinaria spagnola è davvero vasta. Nessuna difficoltà per trovare prelibatezze locali o semplici spuntini veloci. 

Meritano una menzione particolare: “Casa Alvaro” a Soller, il ristorante “Forn Nou” ad Artà e “Tr3nta-1” a Porto Cristo. 

Dove dormire

Come per la cucina anche per il pernottamento si ha una vasta scelta per tutte le tasche. 

Ho soggiornato in alberghi tre/quattro stelle, in bed and breakfast a conduzione familiare e ostelli.

Vi lascio i nominativi qui sotto:

  • Melia Palma Bay (Palma de Maiorca) il più lussuoso degli alloggi scelti per questo viaggio (più per necessità che per vera voglia di lusso!) con una colazione che resterà nella storia.
  • Hotel La Vila (Soller) con camera che affaccia proprio sulla piazza principale.
  • Petit Hotel Hostatgeria La Victoria (Alcudia – più ostello che hotel; immerso nel verde e nel silenzio a due passi da un bel percorso di trekking. Purtroppo è mancata la corrente e l’acqua per l’intera notte in cui ho prenotato e quindi non ho un bel ricordo di questa sistemazione).
  • Ithaka Petit Hotel (Artà) il miglior Bed & Breakfast in cui abbia mai soggiornato. I titolari sono stati veramente molto carini e premurosi. Tutta la casa è adornata con oggettistica e scritte che ricordano la famosa isola menzionata nell’epico poema greco di Omero.
  • Hotel THB Felip (Porto Cristo) posizionato in un punto strategico della città, ma è un hotel che non accetta bambini.
  • Hotel BQ Apolo (Can Pastilla) a pochi minuti dall’aeroporto di Palma de Maiorca. La camera con vista mare è super consigliata.

In conclusione posso dire che Maiorca è la destinazione ideale per chi desidera godersi il mare e le bellissime spiagge spagnole, ma anche per chi ama la cultura e la buona cucina. Meta adatta per le famiglie con bambini, per coppie e per chiunque stia cercando una vacanza all’insegna della tranquillità.

Ciao for now!

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