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Al nostro risveglio guardo fuori dalla finestra e la situazione non è certo delle migliori: vento forte e pioggia continuano farla da padrona. Oggi abbiamo un po’ di km da macinare verso il famoso “circolo d’oro” e ci facciamo coraggio pensando che magari lì il tempo sarà migliore!

Scendiamo a fare colazione dove incontriamo una coppia di cinesi che sta facendo il pieno con due piatti di pasta enormi alle 7 di mattina!

Noi ci accontentiamo di un po’ di cereali e fette biscottate con la marmellata.

Ci mettiamo in marcia verso la prima tappa del giorno, il cratere di Kerid che si trova proprio lungo la strada che dobbiamo percorrere. Tuttavia quando ci arriviamo il tempo è pessimo, decidiamo così di proseguire; ripasseremo da queste parti alla fine del viaggio quando chiuderemo il giro dell’isola, ci sarà quindi un’altra occasione. 

A circa due ore dalla partenza arriviamo finalmente alla prima grande meraviglia naturale del nostro viaggio: la cascata di Gulfoss!

foto illustrativa
Gulfoss

Fa freddo ma la pioggia ci sta dando qualche minuto di tregua, per cui scendiamo di corsa dalla macchina e percorriamo estasiati i sentieri che permettono di ammirare, da varie prospettive, questa gigantesca cascata. 

Prima di diventare una zona protetta, questo luogo ha rischiato di essere rovinato per sempre a causa di un progetto per la costruzione di una diga; fortunatamente la cosa non si è concretizzata e questo paradiso è oggi a disposizione di tutti i visitatori. 

Le cascate, come le pecore, i cavalli, il vento e la pioggia, saranno un’altra costante del viaggio perché sono ovunque! Ah dimenticavo: ci sono anche moltissimi campi di lava, a volte spogli a volte ricoperti da qualche forma di vegetazione; abbastanza normale data l’importante attività vulcanica presente nell’isola. 

Tappa successiva è Geysir, dove si trova il geyser che pare abbia dato universalmente il nome a questi fenomeni. 

foto illustrativa
Geyser naturale

 

La zona non è grandissima e si visita comodamente a piedi, purtroppo per noi sotto la pioggia ma questa fermata non possiamo proprio perderla! 

La particolarità di questo geyser è infatti la sua regolarità: ogni 5 minuti circa si forma una palla di acqua caldissima che esplode nell’aria! Il getto può superare i 20 metri, quindi attenzione a dove vi posizionate rispetto alla direzione del vento o rischierete una bella doccia!

Facendo un video con lo slow-motion o una serie di foto in rapidissima successione, si può apprezzare meglio questa sfera che inizia a gonfiarsi prima di esplodere! Veramente affascinante! Il geyser in sé è piccolo ma la sua regolarità permette di godersi il fenomeno moltissime volte mentre si visita la zona, dove ci sono anche altre particolarità geologiche da apprezzare. 

Questo sito ci riporta alla mente i ricordi di un altro splendido luogo che avevamo visitato l’anno precedente: lo Yellowstone National Park. Lì era tutto molto più in grande, compresi i tempi di attesa! L’unico geyser abbastanza regolare è l’Old Faithful, chiamato proprio per questo motivo “vecchio fedele”, ma con una media di 60-90 minuti tra un getto e l’altro. 

La nostra visita sarebbe dovuta proseguire con la visita del parco nazionale Thinvellir, ma il tempo inclemente ci fa optare per la soluzione di riserva. Andiamo quindi alla Laugarvatn Fontana, dove ci attende un buon buffet per il pranzo e volendo un pomeriggio di relax nelle calde piscine panoramiche esterne. Tuttavia siamo un po’ stanchi, quindi saltiamo l’opzione piscine e ci dirigiamo alla farmhotel dove avevamo prenotato per la notte. 

Abbiamo scelto questa tipologia di struttura per provare un ambiente diverso dal solito. Ci troviamo infatti in una fattoria dove è possibile mangiare con vista sulla stalla delle mucche, gustando prodotti tipici tra cui il gelato artigianale, molto famoso, che richiama in questo posto molti turisti di passaggio. All’esterno un magnifico panorama con gli immancabili cavalli a completare il quadretto da favola. 

foto illustrativa
fattoria islandese

Mentre piove incessantemente il nostro umore non è dei migliori ma ne approfittiamo per fare un pisolino pomeridiano e recuperare un po’ di stanchezza arretrata, prima di cenare e di addormentarci con la solita colonna sonora: pioggia, pioggia e ancora pioggia!

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