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Ci aspetta una lunga giornata di trasferimento, con più di 500 km da percorrere!

Partiamo con il bel tempo, ma ben presto la pioggia torna a farci compagnia. La prima meta del giorno doveva essere il villaggio di Seydisfjordur, caratterizzato da una chiesa azzurra e immerso nei fiordi dell’est. Quando arriviamo al bivio che porta a questo paese, ci colleghiamo con il cellulare alla webcam per verificare la situazione meteo: al di là della pioggia vediamo una fitta nebbia che di sicuro non ci avrebbe permesso di ammirare il panorama. Decidiamo quindi di proseguire verso la meta successiva: la cascata Hengifoss. Lungo la strada è visibile in lontananza, con le sue caratteristiche strisce rosse orizzontali nella roccia. Arrivati al parcheggio, ci copriamo per bene: vento e pioggia continuano ad imperversare, ma questa cascata dobbiamo vederla a tutti i costi!

Iniziamo così il sentiero che si arrampica sulla montagna. Ben presto le auto del parcheggio diventano dei piccoli puntini e, superato il primo crinale, incontriamo la cascata di Litlanesfoss che precipita nel vuoto tra scure colonne di basalto esagonali che emergono dalle rocce circostanti. Più in lontananza si inizia a scorgere l’altra cascata. 

foto illustrativa
cascata di Hengifoss

 

La mappa che avevamo trovato dava una distanza di 1 km fino ad Hengifoss, a noi è parso di camminare molto di più (infatti in realtà sono 2,5 km); tuttavia l’ambiente è bellissimo e il ritorno è tutto in discesa!

Proseguiamo verso il nostro obiettivo e quando lo raggiungiamo siamo davvero felici: Hengifoss è sicuramente una delle più belle cascate di tutta l’Islanda! La sua altezza è notevole (118 metri), l’acqua cade deviata dal forte vento e le strisce rosse orizzontali nella roccia rendono questo posto davvero unico. Il ruscello che ne deriva scorre a valle docilmente tra i massi; tutt’intorno le pecore, macchie bianche che contrastano con il marron scuro dei crinali, sono inerpicate su vette ripidissime, quasi a fare da guardia alla vallata. 

Ammiriamo questo angolo di paradiso per un’ora abbondante prima di rientrare al parcheggio, un po’ bagnati ma molto felici! Nella discesa si ha un’ampia visuale della valle sottostante e del suo lungo e stretto lago. 

Ripartiamo in auto, direzione Djupivogur, un piccolo villaggio che ha nel suo lungomare una serie molto particolare di gigantesche uova di marmo! Sono in tutto 34 e rappresentano le varie specie di uccelli locali. 

Prima di arrivarci la Ring Road ci regala gli scenari più belli di tutto il viaggio: poco dopo essere diventata sterrata (lo è solo in questo tratto), scaliamo un passo di montagna, ed una volta in cima la vista si apre su una valle incantata verde smeraldo, una bellezza che nemmeno la pioggia e il tempo pessimo della giornata possono minimamente intaccare!

Ci fermiamo prima della discesa per qualche foto e per ammirare il panorama; affrontiamo poi i tornanti con cautela, sia per lo sterrato reso insidioso dalla pioggia che per la presenza delle pecore che si muovono tranquillamente ai nostri lati, fissandoci con perplessità!

Una volta scesi a valle ci troviamo circondati dalle varie tonalità di verde che dipingono il paesaggio delle colline e delle montagne intorno a noi; qualche fattoria qua e là con tanti cavalli nei prati e un fiume completano il quadro da favola. 

Senza dubbio lo scenario più bello nel quale ci siamo trovati, forse anche perché un po’ inaspettato!

Quando finisce lo sterrato intuiamo che stiamo lasciando la vallata: in lontananza riappare il mare e arriviamo a Djupivogur. Oltre alle uova del lungomare ci fermiamo per dare un’occhiata alla casa museo “bones & stones”, dove ci sono molte cose curiose da vedere!

foto illustrativa
panorami islandesi

 

Proseguiamo lungo la meravigliosa strada costiera, dove spesso ci fermiamo per ammirare il panorama dall’alto in quanto la strada, a picco sul mare, è scavata nella montagna. 

Arriviamo finalmente nella zona dello Stokksnes, famosa per le sue vette, le spiagge nere e lo specchio d’acqua che crea bellissimi riflessi e giochi di luce nella baia.

Visitiamo la ricostruzione di un villaggio vichingo in completa solitudine, è davvero molto bello e ben fatto! L’accesso è gestito dal vicino Viking Café. 

Continuiamo esplorando la zona fino al limite del mare aperto, dove si trova un’area privata e non è ovviamente possibile proseguire. 

Siamo fortunati quando, mentre proviamo le pose per le classiche foto con i riflessi nell’acqua, diversi cavalli ci passano davanti e riusciamo a scattare alcune delle foto più belle della vacanza!

foto illustrativa
Stokksness

 

Passeggiando nella spiaggia di sabbia nera ammiriamo questo bellissimo luogo da diverse prospettive, dominato dal Vestrahorn… è veramente suggestivo! Dopo una giornata in auto sotto la pioggia, arrivare qui e vedere finalmente un po’ di azzurro nel cielo in questo scenario è stato magnifico!

Purtroppo “all good things come to an end” e quindi dobbiamo risalire in auto: direzione Hofn. Qui passeremo la notte ma prima scendiamo al porto dove si trova una pizzeria che avevamo individuato per la cena. Ordiniamo due pizze e un calzoncino con la nutella e il gelato… le bibite free refill completano una cena veramente ottima!

L’unico aspetto negativo è il prezzo: qui una pizza può costare anche 20 euro! Tuttavia per fortuna era tutto buonissimo, lasciamo il locale veramente soddisfatti e andiamo a riposare, dopo più di 8 ore di macchina e quasi 600km percorsi! 

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