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La bellezza di Vallevecchia si scopre appena si scende dall’auto.

Inoltrandosi a piedi tra sentieri che attraversano campi, canneti, dune e praterie si è immersi in uno scenario unico nel suo genere.

L’oasi naturalistica di Vallevecchia che vediamo oggi è il risultato di una recente bonifica avvenuta negli anni sessanta.

Vallevecchia vista drone
Oasi naturalistica di Valle Vecchia vista dal drone

Ma allora perché si chiama Vallevecchia?

Si porta dietro un nome che è un toponimo storico: era infatti la più antica delle valli di un sistema lagunare dell’entroterra di Caorle, Venezia.

All’inizio degli anni Novanta è stata oggetto di un’importante riqualificazione, in cui oggi sono rappresentate numerose situazioni d’ambiente che la rendono unica nel suo genere.

Che cos’è Vallevecchia e dove si trova

Vallevecchia è prima di tutto un’ isola, una riserva, un lembo semipaludoso, oasi naturalistica della laguna tra Caorle e Bibione, grande circa 900 ettari. Si trova alle spalle della Brussa, famosa per essere la spiaggia libera per eccellenza del litorale veneto che ospita fino a 200.000 presenze nel periodo estivo.

Vallevecchia foto dal satellite
Vallevecchia – Laguna di Caorle foto dal satellite

È un territorio di proprietà della Regione Veneto, affidato all’azienda regionale Veneto Agricoltura.

Il compito di questa azienda è quello di portare avanti una produzione agricola da reddito, sperimentale e sostenibile con l’ambiente, che si sviluppa per circa la metà dell’estensione totale della Valle.

Per la restante parte Vallevecchia accoglie e conserva un habitat ricco di fauna e flora talmente importante che il suo valore è stato riconosciuto dalla Comunità Europea.

La biodiversità di Vallevecchia

Quello che fa di Vallevecchia una perla è la sua biodiversità, davvero molto ricca e differente dalle altre oasi naturalistiche.

Sono state censite oltre 250 specie diverse di uccelli, ma quest’oasi protetta non è abitata solo da avifauna (numerosi uccelli specie migratori).

Ci sono tanti altri animali, tra cui fauna di palude, volpi, tassi, lepri selvatiche, daini e caprioli.

Questi ultimi sono il risultato di un progetto nazionale di reinserimento avvenuto quindici anni fa.

Passeggiando lungo i sentieri della valle a noi è capitato spesso di incontrare i leprotti e daini, ovviamente fuggiti di gran carriera non appena si sono accorti della nostra presenza, ma che siamo riusciti ad immortalare in qualche foto e video.

lepre vallevecchia
Lepre in Vallevecchia

La vegetazione di quest’oasi è estremamente diversificata e questa caratteristica determina una particolare condizione ambientale, che l’ha portata a diventare l’ideale rifugio per numerosi uccelli e animali.

Alberi, arbusti, prati, piante acquatiche e palustri sono inseriti in un contesto di pineta litoranea.

Dietro alla pineta ci sono biotopi di duna sabbiosa, di palude dolce e di praterie aride ormai scomparse in tutte le altre zone del litorale.

I “Casoni”, le tipiche abitazioni dei pescatori

In passato era qui che vivevano i cacciatori e i pescatori veneti con le loro famiglie, nelle tipiche abitazioni in legno e canna palustre.

Casoni di Caorle

Queste strutture sono un esempio perfetto di architettura sostenibile ed autocostruzione, che sfrutta le caratteristiche isolanti dei materiali naturali per tenere sotto controllo temperatura ed umidità.

Oggi i Casoni appartengono alle famiglie che le custodiscono gelosamente e che nella maggior parte dei casi hanno apportato delle migliorie alla struttura originale.

Ce ne sono alcuni anche a ValleVecchia, ma i veri Casoni sono quelli di Caorle.

Opportunità turistiche

Per far si che il turismo sia maggiormente sostenibile, data la zona particolare da proteggere, Veneto Agricoltura organizza diverse attività, per far vivere al turista non solo la classica esperienza balneare, ma anche una vacanza attiva e di immersione in un ambiente naturale unico nel suo genere.

Nasce così lo slogan che vuol rilanciare l’area

Valle Vecchia Natura Nuova

Vengono progettati e realizzati percorsi da intraprendere a piedi, in bicicletta o a cavallo;

vengono allestiti punti di osservazione per ammirare la valle; viene creato un MAV museo ambientale, all’interno della sede aziendale, che ospita approfondimenti sulla storia, sulla cultura e sulla particolare ricchezza naturalistica di Vallevecchia.

Vallevecchia
Vallevecchia

Altre attività ed escursioni nelle vicinanze di Vallevecchia

Sono numerose le attività che si possono fare in queste zone:

  • nel territorio di Ca Corniani è possibile percorrere il tracciato ciclopedonale di 32 chilometri per scoprire una delle aziende agricole più grandi d’Italia, tra vigneti, boschi ed edifici storici
  • la ciclabile illuminata che collega Caorle a Duna Verde passando per le località di Porto Santa Margherita e Altanea
  • visitare il mercato ittico della città, godere dello spettacolo della vendita al mercato del pesce appena pescato a km zero.
  • partecipare alla festa del pesce, l’evento culinario più tradizionale di Caorle.
  • per gli amanti della storia e degli scavi romani a qualche chilometro è visitabile Concordia Sagittaria, famosa per i suoi reperti archeologici sparsi per la città e molto ben conservati.

Se volete maggiori informazioni sul Vallevecchia oasi naturalistica, potete visitare il sito www.venetoagricolura.org, per scoprire invece un’altro biotopo visitabile in Veneto, vi rimandiamo alla lettura del nostro articolo sulle Torbiere di Danta.

Un saluto e alla prossima…

…ciao for now!

Questo articolo ha 2 commenti.

  1. marina

    Un’oasi naturalistica piccola, ma densissima di biodiversità. Mi hai fatto fare davvero una bella scoperta. Mi piace lo slogan Valle Vecchia Natura Nuova, e mi piace il fatto che si voglia puntare a diversificare l’offerta turistica dirottando dalle spiagge verso un’esperienza naturalistica davvero intensa.

    1. I Viaggi di Giugliver

      Abitiamo molto vicino a Vallevechia e molto spesso ci andiamo anche d’inverno, a stagione chiusa. La sensazione di tranquillità è impagabile… l’essere a contatto con una natura così “naturale” (passami il gioco di parole) è un’esperienza davvero indescrivibile.

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